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Il Trullo Sovrano

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Costruito nella prima metà del Settecento, fra il 1775 e il 1780, è l’unico trullo con un piano sopraelevato e per questo detto "Sovrano". Infatti il termine sovrano deriverebbe dalla trasposizione vernacolare di suprèn, che vuol dire appunto piano superiore o soppalco. Le sue misure sono straordinarie; basti pensare che la cupola raggiunge i 14 metri di altezza, segno della grande abilita costruttiva della pietra “a secco” raggiunta dai maestri trullari.
Fu fatto costruire dal sacerdote Cataldo Perta (1744-1809) e non a caso l’edificio era anche denominato Corte di Papa Cataldo. Il termine papa nel dialetto pugliese significa appunto sacerdote, mentre con la parola corte si indicava la possibilità di realizzare uno spazio davanti alla propria abitazione grazie ad una concessione del feudatario. Ad Alberobello sono presenti diverse corti soprattutto nella zona dell’aia Piccola.
Nel corso dei secolil’immensa struttura del trullo sovrano oltre ad essere usata come abitazione privata, ha anche ospitato due importanti momenti per la storia del paese. Infatti nel 1785 accolse le reliquie dei Santissimi Medici e fra il 1823 e il 1837 ospitò l’oratorio della Confraternita del Santissimo Sacramento per oltre 14 anni. Dato questi due importanti momenti della storia locale alcuni storici giustificano l’aggettivo sovrano in relazione a questi due episodi sicuramente “sovrani” per la storia religiosa del paese.
La facciata del trullo è avvolta interamente da un frontone che incornicia tre finestre e l’ingresso principale. La finestra centrale in alto presenta lateralmente dei fori che servivano a far passare le canne delle armi da fuoco in caso di difesa ma servivano anche a fissare un arcano per far conservare il grano al piano superiore in una botola. La lunetta che si delinea sotto l’arcone della porta di ingresso propone una tempera del XX secolo con l’immagine delle Marie al Calvario. L’ingresso è anticipato da un recinto in muratura che ne delimita l’area. Lungo tutta la parete sinistra si stende un gradino che serviva da cavalcatoio, ossia agevolare la salita sui cavalli.
L’interno è suddiviso in vari piccoli ambienti, ben 12 trulli, che si articolano attorno al vano centrale della cupola sovrana. Questa è sorretta dalla cupola inferiore realizzata da una volta a padiglione e da quattro possenti archi su cui sovrasta la cupola maggiore. Nelle mura molto spesse si collocano stipi, armadi a muro, una scala in muratura di 23 gradini in pietra che permette l’accesso al piano superiore e addirittura fra il primo e il secondo piano è stato possibile ricavare una botola che veniva usata come nascondiglio segreto durante il periodo del brigantaggio o come silos per il grano.
Attualmente nei vani sono stati ricostruiti gli ambienti tipici del passato con mobilio, corredo e utensili.
Per la sua singolarità architettonica l’edificio dal 1930 è dichiarato Monumento Nazionale.

Informazioni
Orario: Tutti i giorni: 10.00-18
Costo ingresso adulti: € 1,50
Ridotto (al di sotto di 12 anni): € 1,00

Bibliografia
AA.VV., (1997), Alberobello, la città dei trulli, Sambuceto (CH), New Cards.
Martellotta A., (2003), Alberobello, itinerario storico ed artistico, Lecce, Capone Editore.
Notarnicola G. (1940), I trulli di Alberobello, Bari.
Francavilla P. G. (2008), Alberobello, il trullo sovrano, Bari, Adda Editore.

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