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La chiesa di santa Maria della PuritÓ

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Il 16 giugno del 1653 veniva eseguita da monsignore Tommaso Caracciolo la disposizione papale di sopprimere il convento francescano dei Santi Filippo e San Giacomo e destinare le rendite di quest’ultimo a favore della fondazione di un convento di clausura femminile intitolato a santa Maria della Purità.
Il convento era il secondo complesso femminile in città e per distinguerlo da quello delle Monacelle (Fondazione Caracciolo De Sangro), in via Principe Umberto, era detto delle Monache Grandi. La differenza principale fra i due conventi era determinata dalla provenienza sociale delle novizie. Infatti, il convento delle cosidette Monacelle accoglieva le  novizie di umili estrazioni, mentre il secondo convento cittadino accettava solo le fanciulle di provenienza benestante.
La regola a cui si ispiravano le cosidette monache Grandi era quella agostiniana e la severità della norma claustrale è implicitamente comunicata da una struttura possente e altissima da sembrare una sorta di torrione. La parte superiore è coronata da una balausta traforata, ornata da fiaccoloni e da statue di angeli; intenti quasi a voler sorvegliare la vita ascetica delle monache di un tempo. Svetta, fra questi angeli immobili, il belvedere le cui forme sinuose vengono paragonate dagli storici a quelle della cella campanaria di Sant’Andrea delle Fratte del Borromini a Roma. All'interno del convento, oggi in parte destinato ad ospitare corsi di formazione professionale, si conserva un magnifico chiostro centrale con un pozzale decorato da due colonne avvolte da un delicato motivo floreale a spirale.
La chiesetta del convento, in stile rococò, è l’unica nel suo genere a Martina Franca. L’interno è abbondantemente decorato da marmi policromi, cartigli e volute in stucco con rifiniture dorate. Di grande pregio è il coro ligneo decorato con motivi floreali, esotici e mitologici, molto simili a quelli delle porte interne del Palazzo Ducale. Un’altra opera importante è la tela dell’ l’Apparizione della vergine ai santi Agostino e Monica (1709) firmata da De Matteis, considerato fra i pittori più insigni in Puglia.
La facciata della chiesa presenta una finestra molto lineare e un portale di ingresso segnato lateralmente da due colonne sormontate da due imponenti figure scultoree, dei telamoni, avvolte da un morbido panneggio.

Informazioni
La chiesa apre solo in alcune occasioni. Per accedere occorre varcare alcuni gradini.

Bibliografia
Maturano, N. - Marinò, P. (1992), Civiltà del barocco a Martina Franca, Fasano (Br), Schena Editore.

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