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La chiesa rupestre di santa Maria Amalfitana

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Scavata all’interno di una ampia grotta, la cripta trae il nome dalla chiesa in muratura superiore costruita verso la metà dell’XI secolo. La tradizione vuole che, nel sec. XI, un gruppo di marinai amalfitani scampato ad un naufragio, si fermò a pregare in questa grotta, già luogo di culto dei monaci basiliani, per ringraziare la Madonna. Nel XII sec. alcune famiglie della Repubblica di Amalfi edificarono la chiesa superiore e la intitolarono a S. Maria, cui gli amalfitani erano soliti dedicare conventi e fondazioni religiose. Si tratta pertanto di una della chiese rupestri più antiche di Monopoli, in quanto anteriore alla chiesa sub divo.
La chiesetta si presenta a navata unica con un doppio abside e un deambulatorio che circonda i tre lati del naos. In esso furono sistemate delle tombe ad arcosolio, mentre altre tombe più comuni, composte dal solo sarcofago in roccia, erano raccolte nello spazio antistante l’accesso alla cripta. Probabilmente in origine, i lati della cripta e le due absidi erano decorati con affreschi, me oggi ne sono visibili solo frammenti. Si intuisce una preesistenza di patrimonio iconografico bizantino (secondo i canoni dei monaci basiliani) cui si aggiunsero esperienze occidentali mediate dall’ambiente angioino napoletano.
Molto interessante è l’affresco che rappresenta S. Nicola in posizione frontale con gli abiti vescovili in uso nella chiesa greca ortodossa: il “phaelonion” e "l’omophorion” a grandi croci nere. Tutto intorno alla figura centrale sono rappresentati episodi della vita del Santo, soprattutto quelli che ne ponevano in risalto gli interventi taumaturgici: in alto a sinistra, ad esempio, è rappresentata la scena dei tre giovani salvati dalla decapitazione (si intravedono la spadadel carnefice e due dei tre giovani).Nel soffitto infine si può ammirare una tempera di fine ‘600 che di certo ha sostituito una decorazione antica. Essa raffigura la “Madonna con Bambino e Angeli”: la Madre col capo coperto da un lembo del manto regge il Bambino che guarda estasiato l’annunzio dell’Angelo.

Bibliografia
Regione Puglia (1999) Puglia rurale: il territorio fra i trulli e il mare, Bari.
N.Lavermicocca (1977) Gli insediamenti rupestri del territorio di Monopoli,  Bari.
G. Bellifemine (1982) La Basilica Santa Maria degli Amalfitani di Monopoli, Fasano, Schena Editore.

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