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Lamalunga

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Quello di Lamalunga è un piccolo insediamento rupestre di origine medievale sulla cui formazione varie sono le ipotesi: forse fondato in seguito alle diaspore degli  abitanti di Monopoli o di Egnazia; o forse si tratta di un asceterio con chiesa a uso esclusivo di monaci dipendenti dal vicino centro monastico sviluppato intorno al tempio di Seppannibile (in agro di Fasano).
Il sito si raggiunge percorrendo un tratto del fondo della lama omonima, ove si colloca nell’estremo sud.
Prima di sopraggiungere alle grotte c’è un tratto dove le pareti rocciose dell’antico alveo fluviale sono più nette e più ripide. In quel tratto sono molto visibili nella roccia una miriade di resti fossili marini, anche evidenti scheletri. E’ un viaggio affascinante che ci riporta indietro di millenni quando quelle terre erano sommerse d’acqua. Tornando al Medioevo, si giunge poi nel villaggio, composto da una chiesetta e tre grandi grotte.
Le grotte sono state abitazione e ricovero per animali e all’interno conservano nicchie, mensole e fori di areazione. In una è ben visibile un grande focolare.
La chiesa si individua dal varco d’ingresso sormontato da una lunetta. Vi si accede tramite scalini scavati nella roccia.
All’interno un’iconostasi con ampia apertura e finestre laterali  separa lo spazio dei fedeli dall’area presbiterale; quest’ultima presenta una larga nicchia absidale con resti di altare a mensola. Le pitture superstiti sulle pareti (un tempo coprivano l’intera chiesa-grotta) per il cattivo stato di conservazione rendono di difficile identificazione le figure di  Santi. Dagli attributi tipici sono riconoscibili s. Lorenzo e s. Vito.
Nella nicchia absidale è affrescata una Deesis, tipico tema locale delle decorazioni absidali, ossia il Cristo Pantocratore al centro tra la  Vergine a destra e il Precursore a sinistra. Si riconosce anche una Madonna in trono con Bambino sulle ginocchia e i resti di un’Annunciazione con l’Angelo che le appare alla Sua sinistra.
La struttura arcaica della chiesa-grotta di Lamalunga e la scansione degli spazi interni che richiamano uno schema greco-orientale aggiunti a particolari della decorazione pittorica fanno supporre una datazione (affreschi compresi) da collocarsi fra l’XI e il XII secolo.

Informazioni
L’insediamento rupestre ricade in proprietà privata, pertanto bisogna chiedere il permesso ai proprietari del fondo per la visita.

Bibliografia
Lavermicocca, N.(1977) Gli insediamenti rupestri del territorio di Monopoli, Roma, Tipografia S. Pio X.
Dell’Aquila, F. – Messina, A (1998) Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari, Mario Adda Editore.
Lavermicocca, N. (2001) I sentieri delle grotte dipinte, Bari, Editori Laterza.

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