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L'insediamento rupestre dei santi Andrea e Procopio

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La distruzione di Monopoli, da parte del Catapano Maniace, favorì la diaspora degli abitanti nelle campagne circostanti, dando così luogo alla formazione di una vasta area agro – urbana, costellata di casali e insediamenti rupestri, che ha suggerito, a più di qualche studioso, l’idea di una “città delle tane” o “delle grotte”. In tale contesto può collocarsi la formazione del casale rupestre raccolto intorno alla chiesa –  grotta dei santi Andrea e Procopio, la cui conservazione costituisce un mirabile esempio della organizzazione sociale e rurale di una piccola comunità, già nota attraverso le testimonianze documentarie conservate nel Cartulario del Monastero di s. Benedetto a Conversano. L’uso del casale (e la sua abitabilità) si è protratto fino a tempi assai recenti: tuttora visibili e quasi efficienti gli apprestamenti per le attività agricole (macine, stalle, depositi) e per la vita domestica (celle, androni, camini, mensole, tramezzi). Le abitazioni scavate nelle sponde della lama, il cui alveo costituisce un tracciato viario che divide a mezzo il casale, sono formate, in genere, da un ambiente antistante più vasto, rettangolare o circolare, che funge da atrio coperto per le attività comuni (spesso dotato di uno sfiatatoio a forma lenticolare nel soffitto), lungo le cui pareti si allineano mangiatoie, nicchie di deposito per il foraggio, vasche, sedili, mensole e interi piccoli vani. La parte posteriore, invece, spesso delimitata da un ingresso arcuato su pilastri, era quasi certamente adibita a ricovero per gli animali. Il soffitto è generalmente piano; numerose le tracce di tiranti lignei e di incastellature di sostegno o di divisione degli ambienti. Tra le grotte presenti nell’insediamento da segnalare la terza, che comprende due vani divisi da un pilastro, sul quale si impostano delle arcate e, nella parte anteriore, un atrio per le attività comuni, forse un “trapetum” per la macina delle olive; la settima, più grande rispetto alle altre, era adibita, invece, a molino con due macine tuttora conservate. Essa presenta una bella facciata in muratura, con ampia porta centrale e due finestrelle ai lati. All’interno si nota la consueta spartizione del vano comune, intorno al quale si apre una serie di piccoli vani stereometrici, e della parte posteriore, delimitata da due arcate su pilastro centrico.

Informazioni
Al casale rupestre dei santi Andrea e Procopio si accede passando per l’omonima masseria, previo avviso ai proprietari.

Bibliografia
Sampietro, G. (1922), Fasano. Indagini storiche, Trani, Ditta Tipografica Editrice Vecchi e C.
Lavermicocca, N. (1977), Gli insediamenti rupestri del territorio di Monopoli, Roma L’Erma di Bretschneider.
Semeraro Hermann, M. L. – Semeraro, R. (1996), Arte medioevale nelle lame di Fasano, Fasano Schena editore.
Dell’Aquila, Fr. – Messina, A. (1998), Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari Mario Adda Editore.
Chionna, A. (a cura di - 2001), Gli insediamenti rupestri della provincia di Brindisi, Fasano Schena editore. 

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