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Arco Scoppa

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Largo Trinchera è per antonomasia la piazza della cattedrale. È il luogo in cui essa si affaccia in tutto il proprio splendore, ma è anche la piazza in cui la Curia Vescovile ha gestito tutto il suo potere. Ognuno dei quattro lati è chiuso da una struttura ecclesiastica: sulla destra della cattedrale, c'è il Palazzo Vescovile, collegato al Palazzo del Seminario, sulla sinistra, tramite l'arco Scoppa. Tre strutture quasi coeve alla cattedrale, ma che nel corso dei secoli hanno subito moltissimi rifacimenti. Il cambiamento più radicale sicuramente da questo punto di vista lo ha subito l'Arco Scoppa che maestoso arieggia sulla piazza congiungendo via del Castello con Largo Trinchera.

L'arco, paragonabile ad una fastosa galleria barocca che collega i due palazzi, un tempo era in legno. Infatti, l'originaria struttura in legno a causa della sua precarietà, nel 1750 si preferì rifarla in pietra. Questo passaggio è riportato sull'iscrizione latina posta in alto sul fastigio. Essa recita così: “PONS ERAT E LIGNO / CONSTRUXIT MARMORE /SCOPPA / MUNIAT UT TIMIDIS / PER LOCA TUTA VIAM / CESI RECTOR FECIT /A. D. 1750”. (In origine era un ponte in legno; il vescovo Scoppa lo costruì in muratura affinché, a beneficio di quanti temevano di utilizzarlo, il transito fosse meno pericoloso attraverso un percorso sicuro. Nell'anno del Signore 1750 il canonico Cesi pose questa iscrizione).

Artisticamente è quanto di più barocco troviamo della piazza. Il fastigio crea l'effetto di un immenso cartiglio decorato da un putto (un tempo dovevano essere due) e da volute, conchiglie e fiaccoloni che incorniciano la sommità. Molto elegante è tutta la modanatura geometrica che avvolge le quattro finestre che riservavano il passaggio dei prelati dal Seminario al Palazzo Vescovile. Il committente dell'arco fu il vescovo Francesco Antonio Scoppa il quale fece apporre la sua arme poco più sopra del concio di chiave dell'arco.

Bibliografia
AA.VV. (2000), Guida di Ostuni, Lecce, Lecce, Congedo Editore, 1. ed.
Tanzarella, A. (1989), Ostuni ieri, Fasano, Schena Editore.

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