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Chiesa di San Vito

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È il migliore esempio di rococò pugliese per l'eleganza del prospetto e la finezza degli elementi decorativi. L'edificio sacro fu costruito per volontà del vescovo Francesco Antonio Scoppa fra il 1750 e il 1752 su un progetto di un anonimo ingegnere napoletano. La sua costruzione fu conseguenza del terremoto del 1743 che aveva colpito l'antica chiesa medievale dedicata a San Vito e i tre palazzi adiacenti appartenuti alla nobile famiglia dei Patrelli.               
Accanto alla chiesa sorge il convento delle Monacelle eretto fra il 1710 e il 1730, per volontà del vescovo Cono Luchino del Verme. Il convento è stato usato dalle carmelitane fino a qualche decennio fa, poi è divenuto insieme alla chiesa, proprietà del Comune. L'ente ha avviato un'intensa opera di valorizzazione e tutela, mirando a trasformare tutto l'intero complesso in un contenitore culturale. Difatti, oggi il convento ospita il Museo della Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.                                                                                                                                                                                                      La facciata della chiesa, lievemente ondulata, presenta numerose caratteristiche dell'architettura rococò. Il portale è delineato da dei piedritti spigolosi sormontati da una trabeazione con racemi. Sul portale si evidenzia lo stemma del vescovo Scoppa, e dell'ordine dei carmelitani sulla nicchia centrale. In asse col portale, al secondo ordine, si colloca una grande finestra con una ricca modanatura. Il timpano predilige le linee curve e mosse del rococò. Due acroteri (elementi decorativi collocati al vertice o agli angoli del frontone) sagomati agli spigoli, un campanile a sinistra leggermente dietro la facciata e una cupola rivestita da maioliche colorate definiscono gli ultimi dettagli della struttura.                                                                                                                                                  All'interno si possono ammirare le bellissime sculture decorative che caratterizzano ogni singola cappella e in special modo gli altari litici in stile rococò eseguiti nel 1763 dallo scultore Francesco Morgese, attivo soprattutto nell'area salentina.

Informazioni
L'edificio è chiuso per restauro, così come il museo.

Bibliografia
AA.VV.,(2000), Guida di Ostuni, Lecce, Lecce, Congedo Editore, 1. ed.
Tanzarella, A., (1989), Ostuni ieri, Fasano (Br), Schena Editore.
Sozzi, A.,(2008), Ostuni nella storia, Fasano (Br), Schena Editore.

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