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La Lamacornola

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In un intreccio di ecosistemi naturali e segni della presenza dell’uomo sin dal Paleolitico , l’itinerario scende lungo la lama addentrandosi tra querce secolari e grotte preistoriche sino a raggiungere il mare nella zona del Pilone.
La Lamacornola rientra nella Riserva Naturale regionale “Dune costiere tra Torre Canne e Torre San Leonardo” e si trova all’interno della Masseria Lo Spagnulo a 5 km da Ostuni.
La lama ha innanzi tutto una notevole rilevanza storica: sono stati rinvenuti infatti strumenti in pietra risalenti al Paleolitico e ceramiche risalenti al Neolitico.
Lungo il percorso si potranno ammirare diversi tipi di vegetazione a seconda degli  aspetti geomorfologici: laddove le pareti sono più profonde e vicine, si verifica una inversione termica, con permanenza dell’aria fredda negli strati inferiori della lama ed una maggiore umidità dovuta alla minore insolazione del fondo. Questo microclima favorisce lo sviluppo sul fondo della lama di specie vegetali mesofile (amanti dell’umidità) e ombrivaghe (amanti dell’ombra).
In alcuni punti della lama a volte permangono pozze d’acqua temporanee che danno vita ad una tipica vegetazione igrofila (amante dell’acqua).
Proprio per la coesistenza di diversi microclimi, nella lama coesistono anche diverse forme di piante e di animali. Ecco che, tra i mammiferi, ci si potrà imbattere in una volpe, una donnola o una faina, un riccio o l’ormai raro tasso. Quanto alle piante, poi, sui bordi della lama prevalgono timo e santoreggia, mentre scendendo verso la base si trovano grandi esemplari di lentisco e biancospino. Non mancano anche esemplari secolari di quercia virgiliana e di olivo. Tra la vegetazione rupicola, presente sugli spalti della lama, infine, si trova il cappero che in estate orna le pareti di roccia con i suoi fiori.
Lungo il percorso si trovano circa trenta grotte, delle quali una sola è naturale (la più grande) mentre le altre sono state scavate dall’uomo. In particolare, a destra dell’ingresso era collocato un focolare con un piano per la cottura collegato ad una canna fumaria; sul fondo si trovano alcove per la notte. Davanti alla grotta sono ancora visibili cisterne per la raccolta delle acque piovane ed uno spazio delimitato da muretto a secco che fungeva da corte destinata agli animali.

Bibliography
A.Sigismondi – N. Tedesco (1990), Natura in Puglia, Mario Adda Editore, Bari.
V. Stagnani, (1978), Puglia fuori strada, Edizioni Agielle, Lecco.

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