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La piazza LibertÓ

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E’ il cuore cittadino da cui partire per scoprire le bellezze artistiche della città bianca. La sua forma insolitamente triangolare si giustifica a causa degli stravolgimenti che la città subì nel periodo post-unitario. Era il 1861, quando il sindaco di allora, Paolo Tanzarella, incaricò l’architetto Ferdinando Ayroldi di ridisegnare l’impianto urbanistico della città abbattendo la vetusta cinta medievale che si estendeva da Porta di Juso alla Porta del Ponte.
Si trattava di una svolta urbanistica radicale dettata dal vento di libertà e di rinnovamento che spirò in tutta l’Italia dopo i moti risorgimentali dell’Ottocento. Non è un caso che la piazza è intitolata alla libertà. Infatti rifare il volto nuovo alla città significava implicitamente scollarsi di dosso il secolarismo, il conservatorismo e la soppressione dei Borboni. Fu così che l’architetto Ayroldi, coadiuvato dall’ingegnere Nicola De Anna e dall’architetto Domenico Ciracì, decise di ampliare la piccola piazza diella chiesa di san Francesco, abbattendo non solo le mura e le torri difensive del Cinquecento, ma anche la Chiesa di Ognissanti, l’ospedale, la torre dell’orologio, le carceri, gli edifici riservati ai militari e numerosi palazzi. L’opera complessiva di riqualificazione della piazza durò oltre i 20 anni. In questi anni fu modificato, secondo un’impronta ottocentesca, il prospetto dell’ex-convento francescano, divenuto sede del Comune, e furono costruiti ex-novo i palazzi sul lato sinistra della piazza mantenendo una certa unità compositiva di stampo neoclassico.
La sistemazione della piazza si estese anche alla creazione del lastricato nella vicina piazza di sant’Oronzo dominata della guglia.
Durante il recente rifacimento della pavimentazione della piazza è stato rinvenuto il basamento circolare di una torre, identificabile con la torre sinistra dell’antica Porta del Ponte. Un’importante testimonianza che dimostra concretamente qual è stata la stratificazione secolare che l’area ha subito.  
 
Info
La piazza è facilmente accessibile.

Bibliography
AA.VV. (2000), Guida di Ostuni, Lecce, Lecce, Congedo Editore.
Tanzarella, A. (1989), Ostuni ieri, Fasano (Br), Schena Editore.
Sozzi, A. (2008), Ostuni nella storia, Fasano (Br), Schena Editore.

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