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Le Grotte Marine di Polignano a Mare

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Le grotte marine di Polignano a Mare hanno un interesse naturalistico notevole. L’azione erosiva delle acque, il vento e il fenomeno carsico hanno creato uno scenario affascinante. Vi consigliamo un’escursione in barca, un’esperienza unica che vi permetterà di ammirare i giochi di colore e di luce unici di questi luoghi. Spesso la natura si diverte a fare l’artista. La visita vi permetterà di ammirare la grotta delle Rondinelle, la grotta dell’Episcopina, così denominata dai cunicoli che la univano alla chiesa Matrice. A poca distanza la grotta della Chiangella, dal pianto delle mamme disperate per la sorte delle figlie, rapite durante le incursioni di saraceni e pirati. Inoltre la grotta Ardito, la grotta delle Monache, così chiamata poiché era frequentata dalle religiose che potevano fare il bagno lontane da occhi indiscreti.
La più famosa è senza dubbio la Grotta Palazzese o Grotta del Palazzo. Citata nelle enciclopedie di Diderot e D’Alembert, descritta nel Viaggio pittoresco del Regno di Napoli e Sicilia dell’Abate Saint-Non e immortalata dal famoso incisore francese Louis Jean Desprez nel 1778. Si dice che la regina Giovanna d’Angiò durante la sua visita in Puglia, affascinata dalla bellezza di questo luogo si concesse qualche ora di intima felicità.
Spetta a un feudatario, Giuseppe Leto, aver valorizzato la Grotta Palazzese, dotata di un’insolita grande terrazza pensile: nel 1713 la incamera nei propri beni per trasformarla in una grotta delle delizie, attraverso una sapiente progettazione architettonica.
Infatti i Leto, dopo aver comprato il feudo nel 1713, collegano il palazzo marchesale alle vicine mura con un ponte e costruiscono giardini pensili. Ce lo tramanda l’apprezzo del 1713 della terra di Polignano fatto dall’architetto Giovan Battista Manni. La passeggiata lungo i giardini pensili terminava alla “Porta Piccola”, non più esistente, ma strettamente collegata all’attuale palazzetto settecentesco al numero 25 in Largo Santa Maria delle Grazie.
Qui, da una piccola porticina, si accede ad una stretta scalinata scavata nella roccia che porta alla Grotta Palazzese. Questa stretta connessione con il Palazzo Marchesale le dà pertanto il nome di “Grotta di Palazzo”.
A metà Ottocento i conti Miani acquisiscono la Grotta Palazzese con l’intento di creare un magnifico stabilimento balneare. Per questo motivo collegano la terrazza pensile della grotta al mare grazie alla costruzione di scale (oggi non più usate).
Si ipotizza che si organizzassero molti banchetti e feste, nel luogo della Grotta, nei secoli scorsi, una realtà sono state le rappresentazioni teatrali testimoniate anche dalla particolare acustica, come ci segnala il noto scrittore e saggista italiano Antonio Baldini nel 1937.
Questo luogo ospita oggi un rinomato ristorante.
“La Grotta Palazzese resta un luogo nel quale ancora oggi l’eco dei flutti lungo la profonda cavità riecheggia voci, suoni, sussurri, sensazioni delle delizie settecentesche dei Leto”.
Per maggiori informazioni sulle affascinanti escursioni nelle grotte marine vi invito a visitare la sezione “Escursioni”.

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